Leggi anticorruzione in India: come ridurre al minimo i rischi

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A cura dell’Italian desk di Dezan Shira & Associates

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Durante i periodi festivi, in India le società sono più che mai esposte ai rischi legati alla violazione delle norme anticorruzione. Ciò è dovuto al fatto che in questo Paese è consuetudine fare e ricevere degli omaggi durante le festività più importanti e, a tal proposito, le imprese sostengono varie forme di ospitalità e spese promozionali nel corso delle operazioni commerciali.

Tuttavia, in alcune circostanze, questo modus operandi può dare il via a indagini per frode nei confronti delle imprese, le quali possono rischiare di incorrere in serie implicazioni penali. Il regime di conformità diventa ancora più complesso nel caso di multinazionali operanti in India o aventi interessi commerciali in loco, per via dell’applicazione extraterritoriale di alcuni statuti stranieri.

Questo articolo, dunque, evidenzia come le imprese estere possano essere implicate in tali casi, e suggerisce le migliori pratiche internazionali per mitigare la loro responsabilità.

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Applicazione extraterritoriale delle leggi di anticorruzione straniera

Le società straniere che conducono affari o che hanno interessi in India possono essere coinvolte in procedure legali solo nel caso in cui la legge del loro Paese d’origine abbia un’estensione extraterritoriale. Sul versante opposto, le società indiane aventi relazioni commerciali in altre giurisdizioni potrebbero essere allo stesso modo considerate responsabili di reati internazionali. I due esempi più comuni sono: il Foreign Corrupt Practices Act (FCPA), emanato nel 1977 negli Stati Uniti, e il Bribery Act (UKBA), emanato nel 2011 nel Regno Unito.

Foreign Corrupt Practices Act (FCPA)

L’obiettivo principale del FCPA è quello di proibire alle aziende statunitensi e ai loro dipendenti di intraprendere pratiche corruttive, a prescindere dal luogo in cui essi operino. A chiunque finisca sotto il radar del FCPA, viene proibito di effettuare pagamenti o di contrarre debiti finalizzati a garantire vantaggi ingiustificati ed impropri. Inoltre, i pagamenti, così come definiti dalla legge, includono sia la connotazione monetaria del termine che quella non monetaria. Questi sono i termini dettati dalla norma statunitense, la quale stabilisce, inoltre, che alcune categorie di persone e di soggetti giuridici non possono effettuare versamenti di denaro, giustificati da specifici scopi commerciali, ai funzionari governativi stranieri.

L’ambito giurisdizionale nel quale si estende la competenza del FCPA è alquanto ampio ed include: multinazionali statunitensi, società straniere aventi quote azionarie in società americane, società sussidiarie e i dipendenti delle stesse. Dal momento che gli effetti della legge valicano i confini nazionali, le autorità hanno il potere di investigare i pagamenti fatti da società americane, dalle loro sussidiarie o consociate e da altre persone aventi l’obbligo di agire in conformità al FCPA.

Ciononostante, la sopracitata norma esenta alcuni pagamenti, come quelli mirati a facilitare azioni governative di routine, l’elaborazione di vari permessi e approvazioni, la fornitura di protezione in ottica di pubblica sicurezza e l’accesso ad utenze come acqua, energia e gas. Infine, bisogna sottolineare che l’importo del pagamento non è un fattore rilevante nella determinazione di “condotta lesiva”. Da un punto di vista prettamente contabile, il FCPA richiede standard equi e corretti, che riflettano accuratamente tutte le transazioni intraprese dalla società. L’indagine anticorruzione condotta su Walmart (India) è uno dei casi che maggiormente dimostra la portata extraterritoriale della legge.

UK Bribery Act (UKBA)

Analogamente al FCPA, anche la giurisdizione dell’UKBA si estende alle violazioni commesse in tutto il mondo, qualora la società in questione abbia dei legami o abbia sede nel Regno Unito. La peculiarità della legge britannica risiede nel trattamento della responsabilità delle società che non riescono a prevenire atti di corruzione. Anche questo aspetto della legge, infatti, ha validità extraterritoriale e colpisce qualsiasi persona o soggetto giuridico avente una stretta connessione con un altro soggetto economico britannico.

Ad esempio, se un agente che opera in Vietnam, per conto di una società cinese avente una sussidiaria nel Regno Unito, commettesse una violazione ai sensi dell’UKBA, la società madre potrebbe essere perseguita nel Regno Unito. Il motivo si basa sul fatto che la quest’ultima risponderebbe in tal caso al requisito di “stretta connessione” stabilito dalla legge ivi discussa. Quando tale requisito è soddisfatto, la tipologia di collegamento (diretta o indiretta) che la persona che ha commesso l’infrazione ha con l’azienda diventa irrilevante.

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Panoramica del quadro normativo anticorruzione indiano

La norma principale in materia di contrasto alle pratiche corruttive in India è il Prevention Of Corruption Act (POCA), emanato nel 2013. Il POCA si applica al territorio indiano, ai cittadini indiani all’estero, agli stranieri o alle entità estere stabilite nel Paese. Esso proibisce la ricezione di tangenti agli ufficiali governativi e cerca di penalizzare chi corrompe, chi riceve donazioni illecite e, in generale, tutte le persone coinvolte in atti corruttivi.

Ai sensi della legge, il termine “public official” è interpretato estensivamente e può includere qualsiasi persona che svolga una funzione pubblica, compresi i dipendenti di banche private. Il regime di responsabilità, viene esteso anche alle imprese. Infine, le persone con responsabilità strategiche all’interno di un’azienda possono essere ritenute co-responsabili per le pratiche di corruzione condotte da altri dipendenti, nel momento in cui la stessa azienda finisca al centro di un’inchiesta per corruzione. Per quanto concerne le imprese americane che operano in India, è importante notare come i pagamenti “agevolanti”, di modico valore e non ufficiali, non siano esentati dal POCA e che, in egual misura, possono generare implicazioni penali.

Un’altra norma anticorruzione pertinente è il Companies Act del 2013, che definisce e punisce specificamente le frodi aziendali e impone il mantenimento di conti trasparenti.

Come mitigare lesposizione al rischio

Considerato quanto precede, sarebbe opportuno per le società che non vogliono incorrere in casi di corruzione aziendale, adottare alcune misure precauzionali. A tal proposito, sono comunemente messe in atto le seguenti pratiche internazionali:

Meccanismo interno di controllo e monitoraggio: secondo questa pratica, le società costituite in India devono disporre di efficaci meccanismi progettati per prevenire e monitorare la violazione dei principi etici. Allo stesso modo, una maggiore consapevolezza, l’installazione di un meccanismo di whistleblower, cioè uno o più individui che denuncino pubblicamente attività illecite all’interno dell’azienda, e la gestione di una politica top-down di tolleranza zero sono essenziali al fine di prevenire adeguatamente situazioni scomode per l’intera azienda.

Due diligence: le imprese straniere dovrebbero effettuare delle operazioni di due diligence riguardo a potenziali soci o collegamenti commerciali indiani prima di concludere operazioni o joint ventures. Ciò ridurrebbe il rischio di trattare con soggetti che stiano già violando regolamenti stranieri come il FCPA.

Donazioni ai dipendenti pubblici: Qualora si decida di fare una donazione ad un dipendente pubblico, il trasferimento di beni o denaro dovrà essere supportato da un motivo ragionevole e lecito e, soprattutto, non dovrà essere finalizzato ad ottenere dei vantaggi indebiti. In aggiunta, tale transazione dovrà essere approvata dal consulente legale della società ed essere correttamente registrata nei libri contabili. È consigliabile, dunque, fornire ai propri dipendenti delle chiare linee guida in merito, per evitare situazioni poco chiare e al limite del legale negli anni a venire.


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