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In vigore in India nuove misure antielusione

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A cura dell’Italian Desk di Dezan Shira & Associates

L’India ha introdotto la normativa antielusione (General Anti-Avoidance Rules, GAAR) in vigore a partire dal 1 Aprile 2017. Ora, la norma permette alle autorità competenti di negare benefici fiscali sulle operazioni effettuate con lo scopo di eludere il pagamento delle imposte.

Parte della normativa preesistente, denominata Specific Anti-Avoidance Rules (SAAR), non considerata esaustiva, sopravvivera’ in alcune sue parti mentre convivra’ assieme alla GAAR.

Simili norme esistono già in molti Paesi: la GAAR viene applicata in Canada, Cina, Sud Africa e Australia, mentre il SAAR esiste in Cina ed Australia per controllare gli abusi su trattati fiscali e prezzi di trasferimento.

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L’occupazione femminile nel mercato del lavoro indiano

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A cura dell’Italian Desk di Dezan Shira & Associates

La forza lavoro femminile in India è ancora numericamente molto contenuta rispetto a quella maschile. Alcune stime mostrano come l’80 per cento degli uomini abbia un lavoro o ne cerchi uno, mentre solo il 32 per cento delle donne è parte della forza lavoro e ciò può essere in parte dovuto ad atteggiamenti culturali e norme sociali. Nonostante la rapida crescita economica, il coinvolgimento della forza lavoro femminile all’interno delle varie fasce d’età, tra i vari livelli di istruzione e all’interno sia delle aree urbane che rurali non è ancora aumentato. Inoltre, un recente sondaggio condotto da un’agenzia di intermediazione ha mostrato come esista un significativo divario retributivo di genere che può raggiungere livelli attorno al 27 per cento. Gli uomini guadagnano circa USD 4 (INR 288) lordi all’ora, mentre le donne USD 3 (INR 207) orari, con un maggior gap all’interno dell’industria manifatturiera e un minor divario nei settori dei Servizi Bancari e Finanziari (BFSI – dall’inglese Banking Financial Services and Insurance), dei Trasporti, della Logistica e della Comunicazione.

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Come funziona e quando si applica l’indennità di congedo in India

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A cura dell’Italian Desk di Dezan Shira & Associates

Nota dell’editore: questo articolo è stato originariamente pubblicato il 4 giugno del 2013 ed è stato aggiornato il 10 Marzo del 2017, in modo da includere le ultime regolamentazioni sull’indennità di congedo

L’indennità di congedo è una somma unica che un’azienda corrisponde al proprio lavoratore nel momento in cui lascia l’organizzazione e rappresenta una delle tante forme di benefici pensionistici che possono essere fornite ad un dipendente.

In India, i requisiti base per ottenere un’indennità sono contenute nel Payment of Gratuity Act del 1971. Tuttavia, un datore di lavoro potrebbe anche scegliere di pagare l’indennizzo al di fuori dei requisiti previsti da questo Atto.

In questo articolo, ci occuperemo di indennità di fine servizio in termini di:

  • Applicabilità
  • Calcolo
  • Esenzione dalle tasse
  • Pagamento
  • Perdita

Applicabilità

Il Payment of Gratuity Act 1971 si applica ai dipendenti assunti negli stabilimenti produttivi, nelle miniere, nelle impianti petroliferi, nelle piantagioni, nei porti, nelle ferrovie, nei negozi e in tutte le aziende con almeno dieci impiegati. L’indennizzo viene completamente pagato dal datore di lavoro e nulla viene detratto dalla paga base del lavoratore.

Per essere in possesso dei requisiti previsti, un lavoratore deve aver maturato almeno cinque anni di servizio con l’attuale datore di lavoro, ad eccezione dei casi di decesso del lavoratore o di sopraggiunta disabilità a seguito di un incidente o di una malattia. In tali circostanze, l’indennità va obbligatoriamente corrisposta a prescindere dagli anni di lavoro.

La buonuscita viene versata quando il dipendente:

  • Ha diritto ai fondi previdenziali;
  • Va in pensione;
  • Si licenzia;
  • Decede o diventa disabile a causa di un incidente o di una malattia (in caso di morte, l’indennizzo viene corrisposto all’erede designato)

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Settori alla ribalta: l’energia solare in India

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solar-panelA cura dell’Italian Desk di Dezan Shira & Associates 

 

In tutto il mondo l’atteggiamento verso le fonti di energia rinnovabile e’ cambiato, specialmente dopo il consenso internazionale che ha suscitato l’Accordo di Parigi, adottato in tempo record. Il 5 ottobre 2016, 79 Paesi (tra cui l’India) avevano firmato la storica Convenzione sul clima. Avendo superato la soglia richiesta per la ratifica, l’Accordo di Parigi è entrato in vigore il 4 novembre 2016.

Oltre ad essere a favore del contrasto del cambiamento climatico, l’India si e’ messa in scia con altri Paesi attingendo da un numero maggiore di fonti energetiche rinnovabili. Grazie al governo attuale, il Paese si è dato degli obiettivi ambiziosi per la produzione di energia pulita fornendo incentivi agli investitori e apportando cambiamenti normativi. Questo articolo tratterà il rapido aumento della capacità produttiva degli impianti solari in India, la prospettiva degli investimenti nel settore e infine le sfide che devono essere affrontate.

 

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Prospettive sul settore delle infrastrutture in India

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indian-flagLo Union Budget 2016-2017 indiano – il quale corrisponde al bilancio annuale – fornisce un budget significativo per le spese indirizzate alle infrastrutture. Questa decisione è vista come componente chiave dei piani del governo a sostegno dei livelli di crescita in linea con le proiezioni tra il 7 e il 9 percento. L’allocazione di USD 32,41 miliardi contro i precedenti USD 32,70 miliardi (Rs 2,19-2,21 lak crore) e una politica sugli investimenti diretti all’estero (IDE) sottolineano ulteriormente l’impegno del governo in questa direzione.

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E-commerce in India: restrizioni agli investimenti esteri, quadro giuridico e influenze politiche

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India e-commerceSecondo uno studio condotto da PricewaterhouseCoopers e dalla Federazione delle Camere di Commercio e Industria indiane, l’e-commerce in India potrebbe registrare una crescita annua del 35 per cento e raggiungere USD 100 miliardi di vendite annuali nei prossimi cinque anni. Nel 2016 si prevede un incremento degli acquisti online per individuo pari al 72 per cento. Inoltre, il numero di consumatori che acquistano in rete ha subito una crescita superiore al 60 per cento nel corso degli ultimi anni.

Le opportunità di sviluppo dell’e-commerce in India sono certamente notevoli. La giovane popolazione, l’innalzamento degli standard di vita, la maggiore diffusione di internet e il miglioramento delle infrastrutture per il trasporto merci sono fattori che rendono l’e-commerce un settore particolarmente attraente per investitori stranieri. Nonostante ciò, è opportuno valutare attentamente le notevoli restrizioni agli investimenti esteri in questo settore, la mancanza di chiarezza e trasparenza nella legislazione in materia e il contesto politico indiano.

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India Market Watch: L’India diventa il terzo Paese al mondo per le start-up, Digital India permette lo sviluppo dell’e-commerce nelle aree rurali

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L’India è il terzo Paese al mondo per Start-up Tech

L’India è il terzo Paese al mondo per numero start-up tecnologiche, secondo la National Association of Software and Services Companies (NASSCOM). Attualmente sono presenti oltre 4.100 start-up in India e gli esperti del settore prevedono che entro il 2020 il numero di start-up arriverà a 11.500.

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Le iniziative economiche del governo indiano per attrarre investimenti

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Il governo di Alleanza Democratica Nazionale, guidato dal Partito del Popolo Indiano (Bharatiya Janata Party), ha introdotto a partire dal 2014 una vasta serie di iniziative economiche volte ad attrarre investimenti. Sebbene Make in India rappresenti l’iniziativa principale, ad essa si aggiungono altri programmi di sviluppo complementari.

Ogni programma è volto a soddisfare determinate promesse elettorali ed è seguito da intense campagne promozionali. L’ultima iniziativa, Start Up India, è stata annunciata nel settembre 2015 dal Primo Ministro indiano Narendra Modi durante la sua visita negli Stati Uniti.

Make in India, Digital India, Smart Cities, Skill India, Housing for All e Start Up India sono le principali iniziative economiche promosse dal governo. Nel loro insieme, esse cercano di presentare l’India come un Paese con un’economia altamente efficiente, basata su industria, innovazione e imprenditorialità. Inoltre, mirano a generare fiducia negli investitori stranieri e a promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro, lo sviluppo di infrastrutture e un’integrata connettività digitale.

Nonostante l’efficacia di questi programmi, alcuni dei quali lanciati solo da pochi mesi, sia valutabile a fondo solo nei prossimi anni, è possibile fare alcune considerazioni preliminari sulla base dei seguenti fattori: previsioni di sviluppo di diversi settori industriali, livello di interazione tra il governo centrale e i vari governi degli stati federati, coinvolgimento del settore privato e flussi di investimenti esteri.

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Dezan Shira & Associates

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News via PR Newswire

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